Adesione STATI, Governi e Minoranze Etcniche

“Il problema delle minoranze è in realtà una congerie di singoli e specifici problemi ognuno dei quali gravante su un complesso di fattori politici, etnici, economici, sociali e, non ultimo, storici”: con queste parole si presentava, all’inizio degli anni cinquanta, un rappresentante dell’Assemblea generale dell’ONU al fine di trovare una giustificazione alla difficoltà di raggruppare insieme sotto un’unica ed esaustiva definizione tutti i problemi relativi alla moltitudine di gruppi di minoranze, per apprestar loro adeguati sistemi di normative per la protezione dei loro diritti.

Sin dalla metà del 1900 le nazioni unite si sono impegnate a tutelare tali minoranze, ad evitare le discriminazioni sociali, culturali, storiche e politiche con vari trattati e ratifiche da tutti i paesi membri di tale organizzazione. Tutti i paesi firmatari del trattato ONU hanno riportato nelle proprie “Carte Costituzionali” il rispetto delle minoranze. Tanti passi, tanti impegni ma, ad oggi buona parte di essi sono ancora disattesi e quotidianamente le minoranze, i popoli minori si trovano discriminati ed ancor peggio subordinati ad altri Stati dai quali chiedono indipendenza, rispetto e democrazia. Colori diversi, estrazioni storicoculturali distinte ma tutti indistintamente Esseri Umani. Ed è proprio su questo fattore comune che la Confederazione della “nazione umana unita” prede non solo il nome a voler rivendicare in primis che siamo tutti Esseri Umani ma prende il suo impegno a tutelare, difendere ed esaltare tutte queste voci ad oggi ancora inascoltate da un orecchio sordo sempre più attento alle voci delle “grandi economie” e degli interessi commerciali, non tenendo conto che tali popoli “minori” non per cultura, eccellenze e qualità ma solo per numero rispetto ad altri, sarebbero di fatto una enorme spinta economica se fossero questi liberi di gestire le proprie risorse in autonomia. La Confederazione ha questo obbiettivo. Aiutare i Popoli nel loro processo di autodeterminazione, fornendo ad essi sostegno e supporto. Uno spazio di crescita dove ogni singolo popolo possa trovare non un luogo o uno spazio dove rifugiarsi ma un ambiente fertile dove diventare parte integrande di un processo trasversale su scala globale.

COME ADERIRE ALLA CONFEDERAZIONE:

E’ richiesta una formale lettera scritta da parte del rappresentante del Popolo richiedente, firmato in calce da inviare a: Confederation of the Human Nation-sede diplomatica: via dei Tintori, 23 Prato, po cap 59100 ITA

ASPETTI E PASSI PER il riconoscimento internazionale di Stati e governi nella Confederazione

I. ll riconoscimento di Stati

1. Principio

Il riconoscimento di uno Stato secondo il diritto internazionale

è la dichiarazione della volontà dell’Organizzazione Intergovernativa, di riconoscere una comunità sovrana come “Stato” nel senso del diritto internazionale pubblico. Tale azione costituisce un atto di volontà unilaterale: per principio, ogni Stato decide a secondo il proprio libero giudizio se riconoscere o no un altro Stato o se riconoscersi all’interno di un trattato emanato dagli Stati e Governi Confederati in una Organizzazione intergovernativa.

2. Condizioni

Il riconoscimento di uno Stato presuppone che esso ne presenti le caratteristiche così come vengono definite dal diritto internazionale. Conformemente alla dottrina dei tre elementi è quindi necessaria la presenza di un territorio, di un popolo e di una potestà pubblica (ossia un governo effettivo ed indipendente verso l’esterno e verso l’interno, quale espressione della sovranità dello Stato). Nel caso della Confederazione il riconoscimento di uno Stato è accessibile anche a quei popoli che, in via transitoria si adottano di un Governo al fine di rivendicare l’autodeterminazione dello popolo stesso che si trova sotto l’amministrazione coatta di un altro Stato.

Decisive per l’attribuzione della qualifica di Stato sono unicamente le circostanze effettive o rivendicate nel confronto di Stati che ne mantengono l’amministrazione(“principio dell’effettività”) a discapito dell’autodeterminazione legittima di un popolo.

Accanto ai quattro elementi menzionati, uno Stato, un popolo che rivendica il suo Governo o un’organizzazione internazionale possono porre altre condizioni, come il rispetto della Carta delle Nazioni Unite o dei diritti umani ed in questo specifico l’accettazione dello Statuto della confederazione.

Se il riconoscimento avviene prima che siano adempiuti tutti i presupposti necessari (riconoscimento prematuro), tale atto è contrario al diritto internazionale e non ha alcun effetto giuridico. Con un riconoscimento prematuro, uno Stato viola il divieto d’ingerenza negli affari interni di altri Stati (art. 2 n. 4 dello Statuto delle Nazioni Unite).

3. Forma del riconoscimento

Il riconoscimento può essere sia esplicito che implicito (tacito). Nella prassi, il riconoscimento avviene mediante una dichiarazione espressa rivolta, ad esempio, al governo del nuovo Stato o in questo caso una Lettera ufficiale di richiesta alla Confederazione. Oltre a ciò si fa distinzione tra un riconoscimento de jure e de facto. Se uno Stato viene riconosciuto de jure, ciò significa che tutte le condizioni poste dal diritto internazionale sono state definitivamente e completamente soddisfatte. In paragone, il riconoscimento de facto ha un carattere assai meno impegnativo; benché esista un legame giuridico, esso è provvisorio. Un riconoscimento provvisorio de facto espresso per motivi politici può senz’altro tramutarsi in un riconoscimento de jure quando sono date tutte le necessarie condizioni giuridiche.

4. Significato

Nella prassi attuale del diritto internazionale, il riconoscimento di uno Stato assume rilievo soprattutto quando l’esistenza di un (nuovo) Stato è dubbia, ad esempio se quest’ultimo si è costituito per secessione territoriale o è sorto in seguito al crollo o al frazionamento di uno Stato esistente.

Il riconoscimento di Stati ha certamente perso importanza dopo la conclusione del processo di decolonizzazione, ma è tornato di attualità negli anni ’90 quando sul territorio dell’ex Unione Sovietica e dell’ex Repubblica socialista federativa di Jugoslavia sono comparsi parecchi nuovi Stati. Attualmente si contano 192 Stati riconosciuti sul panorama internazionale ONU ma molti altri Stati, Governi e Popoli attualmente rivendicano la loro sovranità ed in questo perimetro che la Confederazione ha il compito di catalizzare queste risorse inevitabilmente preziose per lo sviluppo della società globale sia a livello culturale che sociale, che economico. Inoltre tale compito ha lo scopo di dare ad essi il giusto ruolo nei confronti di altre organizzazioni che di fatto hanno ratificato il diritto di un popolo ad autodeterminarsi “liberamente” e senza sottostare ad una colonizzazione da parte di uno Stato non richiesto o non riconosciuto da quel popolo specifico.

5. Effetti giuridici

Secondo le attuali consuetudini, il riconoscimento di uno Stato ha soltanto carattere declamatorio (ossia esplicativo), non costitutivo (cioè determinante): lo Stato ha origine non appena soddisfa le condizioni obiettive, cioè i tre elementi costitutivi dello Stato. Col riconoscimento uno Stato dichiara inoltre che, a suo giudizio, questo Stato debba essere considerato tale nel senso del diritto internazionale pubblico, quindi sottoposto a quest’ultimo. Nella teoria del diritto, la questione se uno Stato non diventi tale soltanto grazie al riconoscimento è tutt’ora oggetto di discussione (effetto costitutivo del riconoscimento). In pratica, l’esistenza di uno Stato è indipendente da qualsiasi riconoscimento. È determinante unicamente la presenza o meno degli elementi costitutivi dello Stato secondo il diritto internazionale pubblico (popolo, territorio e governo).

Tuttavia, non è realisticamente pensabile che un’entità possa essere considerata uno Stato, se non viene riconosciuta come tale da un certo numero di paesi ed ancora una volta è qui che la Confederazione focalizza i suoi sforzi sul panorama internazionale, grazie alla sua comunità confederata.

Nella prassi interna alla confederazoine il riconoscimento viene fatto dipendere dall’osservanza di determinate condizioni, come ad esempio il rispetto dello Statuto o dello Stato di diritto, della democrazia e dei diritti fondamentali dell’essere umano. Dal punto di vista del diritto internazionale, questi non sono tuttavia criteri applicabili al riconoscimento, bensì condizioni di natura politica formulate in vista di istaurare rapporti tra gli Stati.

6. Prassi della Confederazione

La prassi della Confederazione in materia di riconoscimento è caratterizzata essenzialmente dai:

– principi di universalità (principio secondo il quale, nei limiti del possibile, la Confederazione intrattiene rapporti internazionali con tutti gli Stati)

– di effettività (lo Stato riconosciuto deve essere effettivamente sovrano).

– di tutela delle popolazioni minori (i popoli che per cultura si riconoscono in principi, storia ed ideali diversi dallo Stato amministratore, contrariamente al volere del popolo che ne rivendica l’autodeterminazione)

Nella prassi la Confederazione applica coerentemente la dottrina dei tre elementi più uno (vedi 1.b.). In favore della certezza del diritto internazionale, rinuncia a porre condizioni ulteriori al riconoscimento. Si riserva tuttavia il diritto di considerare anche altri elementi decisionali, tra cui, in particolare l’atteggiamento della comunità internazionale degli Stati o di un gruppo di Stati di particolare rilievo per la Confederazione.

II. Riconoscimento di governi

1. In generale

Riconoscendo un governo, uno Stato attribuisce ad un gruppo di persone la competenza di fungere da organo di un altro Stato e di rappresentarlo sul piano internazionale. L’unica condizione che il diritto internazionale pone al riconoscimento di un governo è che quest’ultimo eserciti effettivamente la sovranità (soprattutto controllo su una parte sostanziale del territorio e dell’apparato amministrativo). Situazioni particolari possono insorgere quando un governo legittimo perde parzialmente, o interamente, il potere di sovranità sullo Stato e fugge eventualmente all’estero (governo in esilio).

Nella prassi, si continuerà a riconoscere parzialmente il governo precedente come legittimo (governo “de iure”) sebbene, almeno per il momento, abbia dovuto cedere il controllo effettivo dello Stato ad un altro governo (governo “de facto”) che esercita tale controllo sul posto. Quando uno Stato intrattiene relazioni diplomatiche normali con un nuovo governo, prende posizione solo sulla questione dell’effettività del nuovo esecutivo, non sulla sua legittimità. Una particolare dottrina indica che un governo giunto al potere grazie a un colpo di stato o una rivoluzione non è legittimo, oppure non può essere riconosciuto, finché non è stato confermato democraticamente (per esempio da una votazione popolare).

III. Riconoscimento dei Popoli richiedente l’autodeterminazione o la rivendicazione del Governo sul territorio

1. Riconoscendo un popolo come avente diritto all’autodeterminazione e quindi ad un suo legittimo Governo, la Confederazione riconosce in questo i principi che definiscono un “Popolo” ed in tal caso adotta tutti gli strumenti possibili, tramite la sua comunità confederata, al fine di attuare le giuste azioni per ufficializzare il futuro Stato sul panorama internazionale

2. Prassi in Confederazione

La Confederazione riconosce per principio: Stati e Governi. Quando in un paese cambia il governo o una minoranza ne rivendica altro tramite il principio dell’autodeterminazione dei popoli, la Confederazione valuta se riconoscerlo in funzione delle motivazioni che questo, quale rappresentante di un popolo minoritario sul territorio ne rivendica l’autodeterminazione e nel contempo prosegue senza interruzione i suoi rapporti con lo Stato amministratore di facto in antagonismo e quindi col nuovo governo, quale mediatore per garantire il rispetto dell’autodeterminazione dei popoli, sancita anche dall’ONU, con lo scopo sollevare, esaltare gli aspetti eventualmente favorevoli che potrebbero portare d un processo di sviluppo delle risorse del territorio, regione, sia a livello multiculturale che economico. La Confederazione segue quindi una prassi improntata in primo luogo al principio della multilateralità, della multicultura e del rispetto dei Diritti Fondamentali Dell’Uomo.